Nel XI secolo quattordici famiglie tirolesi emigrarono per sottrarsi al dominio degli Heimfels. Sotto la guida di qualche avventuroso cacciatore e con le loro masserizie, dopo aver varcato monti e valli furono colpiti dalla bellezza della vallata e iniziarono a costruire le baite che li avrebbero ospitati insieme alle loro famiglie. Si dedicarono alla caccia dell’orso, all’allevamento e alla pastorizia, con la forza, il carattere e la tenacia del popolo montanaro, strappando alla natura una condizione di vita povera e dignitosa. Una vita, fatta di piccole cose, di albe meravigliose e di tramonti infuocati, di fiori, di natura selvaggia, di solitudine e di sere al lume di candela, piena di solidarietà e di contatto umano! Le difficoltà, l’isolamento, la natura ostile contribuirono a mantenere intatte le tradizioni, la cultura, il dialetto e il carattere orgoglioso e nello stesso tempo ospitale della popolazione. Una vita povera, dove però non mancava mai da mangiare. latte, formaggio, polenta patate e salumi erano il cibo quotidiano e stagionatura e affumicatura gli unici strumenti per conservare le pietanze.
La cura degli animali, le condizioni climatiche, l’aria balsamica di montagna contribuivano a creare prodotti, genuini e a sviluppare un gusto particolare.
Così nacque Sappada, piccolo paese delle Fiabe tra le dolomiti Bellunesi e le Alpi Carniche…
La Cantina di Montagna vuole rendere omaggio alla tradizione e alla cultura dei vecchi contadini, cercando di recuperare le care vecchie abitudini e i sapori di una volta…